Queer Editorial: “Mina canta Patty Owens”
Photography: Francesco Paolo Catalano
Written by: Francesco Paolo Catalano & Louise Owens
Model: Patty Owens
Patty Owens, 20 y.o. from New York, is the Queer Icon of Malesoulmakeup
Patty Owens : Pronto, Mina?
Mina: Ciao Patty, vorrei cantare di te.
Patty Owens: Cantami.
Ridi Pagliaccio
Ti provoco bellezza, vile beffa della mascolinità. Ti provoco inganno con la determinazione di un trapezista, di una scimmia ammaestrata, di bambino annoiato alla sua festa, di un pettirosso, forse. E non trovo che specchi, che scanner dell’inutile leggiadria.
Salomè
È una centrifuga, l’impalpabile frammento, pulsione che scuote ogni nervo. Siamo stesi nell’immediato, addormentati da un oppio color pavone, rilassanti e abbracciati io e te in un incendio.
Mina canta di donne scritte da uomini. Mina scompare e riappare con un'immagine ogni volta più queer, più Patty Owens. Un sogno travestito da donna.
Androgina, senza sopracciglia e mai più tridimensionale, Mina è uno stupefacente sonoro.
Mina suona nelle radio delle parrucchiere, nei cd dei travestiti, nelle lacrime dei coming out, nei salotti dei gender queer, nei ricordi delle mamme e nel diario di Patty Owens.
Attila
Smalti bruciati, nicotina alla menta, e l’iperbolico moto della metamorfosi radicale. L’origine non è stata mai così dolce, così violenta, così mia. Così Mina.
Veleno
Pioggia solforica, gocce di sale, un bacio di zolfo e le tue carezze come arpioni su piedi di bimba. È il coraggio di essere donna che ci rende antidoto alla vita.
Patty posava per se stessa, per la sua vanità di fronte ad uno specchio triangolare. Incarnava l’animo della più iniziatica cantante queer ed io la guadavo attraverso la mia pasta vitrea, dentro i miei occhi, a destra del mio cuore. La necessità di bloccare come in una polaroid quelle tensioni da donna si fece vocazione nel mio animo di porcellana. Sul mio taccuino tracciai le parole confuse di una forse bambina, di un ragazzino nel suo primo bacio gay, di un uomo che perdeva il suo compagno a Natale (Louise Owens).
Pappa di Latte
C’è un ricordo più insaziabile della memoria stessa, più intangibile dell’ inconcreto, più vero di ogni nostro attimo, di ogni nostro quotidiano. Il desiderio di averti.
Patty Owens as Mina
“E mi perdevo nelle note, come correre in una scala a chiocciola infinita, tra gli scalini neri e bianchi di un pianoforte ingiallito. Ero te, ero me, ero donna. Ero immobile. Scuotendo le falangi, raggiungendo il desiderio. Mina”.





